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Ma tutti parlano italiano, vero?

Quando parli inglese ai tuoi clienti stranieri, qual è l’effetto che fai?

È difficile – anzi, impossibile – valutarlo se non è la tua lingua. Volevo dunque offrire una dimostrazione concreta dell’impressione suscitata in un lettore madrelingua da un testo “crudo” redatto da un non madrelingua. Come i tanti testi promozionali in ambito turistico scritti in inglese dagli italiani, da persone che non hanno la capacità di scrivere in inglese a livello professionale.

Ecco come sembra al tuo target Continua a leggere

Si va in scena! Traduzioni per mostre al top: 6 consigli

La mostra “Numeri. Tutto quello che conta” ha aperto ufficialmente la settimana scorsa a Palazzo delle Esposizioni, e il sottoscritto c’era, mescolato ai pezzi grossi presenti per l’occasione. Che emozione vedere i pannelli informativi che avevo tradotto io, là, sulle pareti, accanto ai meravigliosi oggetti esposti con fantasia e intelligenza. Per me, era proprio come ogni mostra dovrebbe essere – affascinante, godibile, vero cibo per la mente. Continua a leggere

Agli anglosassoni piace la bassa stagione – approfittane

Il 47% degli americani preferisce i viaggi fuori stagione, come riporta un sondaggio dell’Associazione Automobilistica Americana (AAA).

Perché? Costa meno; c’è meno folla e quindi meno file; e le famiglie con prole vivace in età scolare hanno già fatto ritorno a casa, lasciando le più popolari destinazioni del Mediterraneo un po’ meno popolate ma ancora degne di essere esplorate dai più facoltosi ed esigenti “anglosassoni”, come gli italiani amano chiamarci. Continua a leggere

Scrivere chiaro: un chiaro vantaggio

Quando ti fai tradurre un testo, ti importa che i lettori lo comprendano?

Se la risposta è no, allora puoi economizzare rivolgendoti tranquillamente ad un traduttore da quattro soldi, e puoi risparmiare anche tempo evitando di continuare a leggere questo articolo. Però, se intendi comunicare un messaggio, lo devi fare efficacemente.

Ma in pratica, che vuol dire? Continua a leggere

Inglese fai da te? Un copyeditor professionista può aiutarti.

L’inglese è la lingua franca del mondo, e in molti lo studiano e lo parlano abbastanza bene. Ma tra questo e la capacità di scrivere un copy inglese chiaro, corretto ed incisivo per un sito web aziendale, la differenza è abissale.

Ecco un esempio tratto da un testo reale di promozione turistica (con nomi di fantasia per proteggere gli interessati) scritto da un non madrelingua, a dimostrazione di quanto può offrire una revisione professionale.

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Come vivacizzare il tuo copy per la promozione turistica

La destinazione di viaggio che cerchiamo di promuovere deve prendere vita nella mente del potenziale turista. Quando si pianifica una vacanza, si ha a disposizione un’ampia scelta di località da esplorare, ognuna presentata in maniera superba con parole pensate per attirare i visitatori stranieri nella loro lingua.

Perciò, l’Italia non può permettersi di agire diversamente.

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Procurarsi una traduzione – come si fa?

Se fino ad ora non hai mai commissionato una traduzione, ecco cosa considerare.

Quanto tempo ci vuole?

Normalmente, in un giorno di lavoro, si traducono all’incirca 2.000 parole. Comunque, avendo molti altri clienti, può darsi che io non sia immediatamente disponibile, ma in genere posso cominciare un nuovo lavoro entro un paio di giorni. Continua a leggere

Come tradurre la gastronomia senza essere presi a pomodori in faccia

Quando la gente va in vacanza, vuole qualcosa di diverso, uno stacco dalla vita di tutti i giorni – l’opportunità di provare qualcosa che nel proprio Paese non esiste, come cibi nuovi e nuovi modi di mangiare.

Se dirigi un hotel, un ristorante o un’azienda enogastronomica, ad esempio, una delle sfide da vincere è far comprendere a clienti e visitatori stranieri le tradizioni culinarie italiane. I turisti inglesi sanno cosa sono gli spaghetti, il Chianti e la mozzarella, naturalmente, ma conoscono anche le orecchiette, il Negroamaro o la paranza?

Ci sono molti aspetti da considerare.

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